sabato, gennaio 07, 2017

L'esperienza del ritmo

Considero il ritmo una sequenza armonica di battute, che creano un movimento ondulatorio tra una frequenza alta ed una frequenza bassa nella respirazione.

Come utilizzo quindi la respirazione nel mio quotidiano? A cosa mi serve?

Mi è successo alle volte di soffrire di un attacco di ansia, quando mi sono sentita sotto pressione emotivamente e fisicamente.

Cosa ho fatto?

Mi sono messa ad ascoltare come si manifestava il mio respiro in quel momento, e ho cercato di utilizzare il ritmo del respiro, dividendolo in quattro tempi e sfruttando le fasi di apnea, per limitare il mio disagio.

Se mi fossi trovata in tensione, mi sarei accorta che il respiro era alto e veloce, e la mia tecnica respiratoria, avrebbe portato l’attenzione verso il basso sino a che il mio respiro non fosse divenuto regolare, amplio e completo.

Se invece avessi sentito freddo, come in queste giornate di neve, avrei potuto simulare una corsa da seduti per sentire caldo, respirando velocemente dal naso, e facendo partire il respiro dall'addome. Quando sentiamo freddo in genere le nostre spalle sono rigide e chiude, con il collo teso verso il basso. Il respiro verso l’alto è bloccato, come in situazioni di paura. Respirando velocemente con le narici come fanno gli animali, quando trovano qualcosa di loro interesse e devono capire cos'è, alziamo la pressione sanguigna che permette il manifestarsi del calore nel nostro corpo.


La tecnica del ritmo respiratorio è applicata anche durante i miei massaggi.

Ecco cosa consiglio di fare prima di iniziare un trattamento:

Mentre sei steso comodamente sul pavimento, prendi coscienza del tuo appoggio e dello spazio che occupi. Chiudi gli occhi ed osserva se sei completamente simmetrico, a destra e a sinistra.

Vai a cercare il pulsare del tuo cuore e il movimento del tuo respiro. Memorizza il tuo stato iniziale e inizia a giocare con il tuo soffio vitale.

Inspira profondamente, trattieni il respiro con una lunga apnea e poi, espirando velocemente, come a lasciar andare via le tensioni, verbalizza un suono “ahhh”.

Ripeti più volte e osserva nuovamente la sensazione che questo gesto provoca come cambiamento rispetto alla tua posizione iniziale.

Ora aggiungi ad ogni inspiro, una rigidità forzata del corpo, e 
restando in apnea il più possibile, fai seguire un espiro e il suono “ahhh”.

Ripeti più volte sino a quando ne senti la necessità.

Riposa in silenzio ad occhi chiusi, ed inizia ad entrare nella pratica del respiro, Pranayama.

Inspira ed espira con la bocca chiusa e dai poi un ritmo al tuo respiro, dividendolo in quattro tempi: Inspiro, pausa, espiro, pausa, con ritenzione sia a polmoni vuoti che a polmoni pieni.

Rilassati nuovamente, lascia andare il respiro libero di esprimersi.

Cerca di cogliere le sottili differenze dal primo punto di osservazione rispetto alla coscienza del tuo appoggio e dello spazio occupato.

Rialzati dolcemente come al risveglio.



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